Il Cocomero

Ricetta: Prendere un cocomero abbastanza largo, tagliate da una parte e svuotatelo, fate degli spiedini con il cocomero e metteteli dentro. Con la parte rimanente del cocomero comprimetela e passatela togliendo i semi ( verrrà un succo di cocomero ) Ingredienti: 2/3 vodka al melone 1/3 vodka alla pesca 1/2 bottiglia di brut e riempite con il succo del cocomero. Fate macerare per 6 ore in frigo.

 Lo inventò Roberto del Bristol e sarà per tanti anni il simbolo dell' arrivo dell' estate , una delle bevute classiche dei miei compleanni, modo per radunarci sopratutto in questi periodi che non ci vediamo più così spesso.

 

1 comment luglio 17th, 2006

Italia, Lala, lala, lala

mondiali 1990 La vannumobile

La tradizione degli Others in fatto di mondiali di calcio era quella , tuttora rimasta , di trovarsi con una bella birrozza fresca al bar in spiaggia da Pilo. Quante emozioni e delusioni abbiamo provato..

Il bello dei mondiali era che gli amici che si erano scannati tutto l' inverno per le proprie passioni calcistiche , improvvisamente diventavano Italiani e mettevano da parte i propri rancori.  

Ad ogni vittoria eravamo come tuttora pronti ad una serata da baracca! ( Vabbè lo so che quasi tutte le sere si faceva bagarre! Wink ) .

Mi ricordo che eravamo sul maggiolone di Roby del Jimmy e ogniuno di noi aveva uno strumento musicale, improvvisammo un pezzo di samba con alcuni passanti che avevano la tromba e un tamburo … Che spettacolo!!!!

Era il '90….. Ma non vincemmo!

Ora è il 2006 …. CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!  CAMPIONI DEL MONDO!!!!

1990 italia cecoslovacchia

PS: Mi devo ancora riprendere dai bagordi!…..

 POST PS: Vannu mi ha spedito le foto di questo mondiale, Eccole:

Mondiali 2006     mondiali sfocata

Add comment luglio 12th, 2006

Una tipica serata estiva al Byblos – 1989

Erano le 3 di notte e, finito di lavorare, come al solito, ci davamo appuntamento con gli amici su al Byblos, a quell' ora c' era il raduno dei vari addetti ai lavori e dei rimasugli dei clienti delle varie discotechine del mare. Mi ricordo che appena entrato sentii il disco byblos di quella settimana che era Dina Carroll con "People all around the world" e la piccola vedetta ibizenca, che stazionava fissa sul tetto, si alzò e incominciò a ballare agitando i suoi ventaglioni.C' era Massimino al massimo del suo splendore per il genere che quella volta suonava, quanti dischi byblos e quante belle serate e quanta bella gente! ( Lacrimuccia! ) Era fantastico all' albeggiare , stanchissimi, assonnati, sentire The more I get, the more I want di Teddy Pendergrass e riprendere le energie buttandosi in pista a ballare ….

Add comment luglio 2nd, 2006

Un ricordo di Damia alla Villa

Ho un ricordo del povero Damia che ogni tanto mi viene in mente e mi fa sorridere : Era una sera di non so quante estati fa e ci fu l' innaugurazione della Villa delle rose a Misano , andammo con piu mezzi e mi ricordo che Lele non era con la sua macchina trascorremmo la serata e quando è stata ora di tornare Lele era in dolce compagnia allora dissi agli altri guardate che Lele sta bollando ricordatevi  che è a piedi, come si suol dire le ultime parole famose.. era credo un estate dei primi anni 90 ed andavano di moda la giacca e la cravatta quelle con disegnate topolino, pippo ve le ricordate no? Comunque chiusa la parentesi Lele rimase a piedi e dalla villa delle rose a Miramare la strada era lunga, cominciò ad incamminarsi (erano le 5 del mattino e i cellulari erano ancora una cosa per pochi eletti verso le 6 di mattina mi raccontò che vide uno con un ape che portava il pesce a un ristorante allora colto dalla disperazione gli chiese un passaggio , il pescivendolo gli disse che non c' erano problemi anche perchè doveva andare a Miramare solo che gli avrebbe dovuto dare una mano a caricare il pesce al porto di Riccione MORALE  lui con la giacca e la cravatta alle 7 di mattina dovette aiutarlo a caricare il pesce qualcuno lo riconobbe anche! Arrivò a casa alle 8 passate….

Da Vannu

Add comment giugno 21st, 2006

Terminologia Others : Nomi e Nomignoli

parole others: bollare = cuccare – un bolla = cuccatore – un mè = persona molto sicura di se – trock = amplesso uèè = autoamplesso – venticello = peto –  baicai = rutto – mosch = persona lenta – motorino = super cuccatore . Soprannomi degli Others : Bicio, Badia o anche Jenny Picalof, Bagno, Lele o Tacchino o Bottiglione, Paolino , Candu, Corra, il Duro, Ciollo, Jimmy o Gimmi , Stavros,  Jorz, Formica, Monsgi, Monte, Beppe, Ningia, Pupo, Nico, Pilino o Black, Pilone o Pilo, Gino, Gianca, Guido, Mirco o Motorino o Panettone, Rigo, Seve, Spara, Signo o Elephnt Man, Bologna, Tomma ,Tenta, Tundem, Fabio o Oibaf o Fontina, Laurina o Vannu, Ivan, Tacca, Toto.
Se ho saltato qualcuno aggiungetelo 
Da Vannu

Add comment giugno 20th, 2006

…e tuffati!!!

mare_tuffo_bicio
Oh, non si è mica tuffato. Bicio si era attaccato al pedalò di Mirco (hai visto Mirco cosa facevamo con i tuoi pedalò?) come una zecca assatanata alla giugulare di un cane. Corra ce la metteva tutta e Vannu, che nella foto è quello seduto, ha tentato anche con delle gomitate nella tempia destra, ma niente, non ha mollato.
Io invece ho tentato di persuaderlo con diversi colpi alla trachea, ma niente, e alla fine siamo cascati in acqua tutti e tre, ma Bicio no. A costo di ribaltare il pedalò, non ha ceduto.

Il mare fa parte della nostra vita, con le sue burrasche e le splendide giornate di sole. Noi viviamo al Mare, col sole o con la pioggia, in estate o in inverno. Che ci piaccia o no, per noi il mare è una realtà ineludibile.
mare_spiaggia


Naturalmente abbiamo vissuto anche parecchie notti al mare (che belle feste).
mare_Grecia

Il Mare, con i suoi ritmi e le sue maree, ha in qualche modo condizionato anche le nostre vite. O forse piu' del Mare ha potuto la "stagione".

 Beh, buon mare a tutti… E come dice sempre Rigo, BAGARREEEEE!!!

…da JIMMY…

1 comment giugno 19th, 2006

La Kaimana !

Ricetta: 1/2 Mela , 1/2 Arancia , 1/2 Limone , una manciata di chicchi di caffè , 4 cucchiai da cucina di zucchero e mezzo litro di alchool 90° da coktail ( più leggera : 1/4 litro di alchool + 1/4 litro di acqua ) . Mettete in una pentola e date fuoco finchè non diventa bevibile. Attenzione è micidiale! Il cervello fa crick! Al ritorno dalla montagna Gianca ci invita tutti a casa sua per una mangiata e da ultimo….. La Kaimana! Non ho dei ricordi molto precisi di quella serata! Mi aiutate?  Altra serata con la kaimana è stata a casa di danilo! La laura l' aveva presa per macedonia! Spero di rimediare il video e fare un ' articolo a parte di questa serata! ( rimediato!!) Poi la sera che Alberto conobbe la Kaimana al nettuno di cattolica ( l' ultima volta che la facemmo ) ! Stavo cercando di diminuire il tasso alchoolico facendo bruciare la kaimana in un bicchiere da ponch e da vero sborone leccai la mano e la misi sul bicchiere per spegnere la fiamma! Un ' odore di arrosto…… Mi ritrovai una bolla di forma circolare sul palmo della mano destra ( Le stigmate da Kaimana! ) Ero molto orgoglioso di me! Soprattutto perche il giorno dopo dovevo costruire un plastico per l' Univ. col seghetto! Per ciò che riguarda Alberto …. di! Racconta! Che è bello come ricordo e la dice tutta sulla Kaimana!

1 comment giugno 18th, 2006

Ad Andrea e Gabriele

Innsbruck_bolla
Se potessimo conoscere il nostro destino, come vivremmo i giorni che ci restano?
Faremmo le stesse cose, dedichemmo lo stesso tempo alle solite persone, oppure cambieremmo qualcosa.
Cercheremmo forse di cambiare il nostro avvenire? Lotteremmo forse per allontanare il fatidico giorno, pur sapendo che sarebbe impossibile?
E' da qualche tempo che, di tanto in tanto, questa cosa mi ronza per la testa. Forse è l'età, forse sarà il fatto che piu' passa il tempo e piu' si diventa riflessivi e sensibili a "certi" argomenti?

No, non è questo, è che in realtà non ho mai trovato risposta a quelle domande che mi assillano da molto piu' tempo.
E credo, ormai, che queste siano le domande senza tempo e senza  luogo che tutti prima o poi ci poniamo. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Qual'è il senso della vita?
Sono tutte la stessa domanda, quella che ci portiamo dentro da sempre. Tutti, nessuno escluso, prima o poi riflettiamo sul senso della vita.

Cercheremmo di migliorare la nostra esistenza, oppure dedicheremmo tutto il nostro tempo agli altri? Il massimo dell'egoismo, o la totale dedizioni agli altri?
Lo so che sono domande senza risposta, ma sono le stesse che ci ponevamo anche noi vent'anni fa, e che ancora oggi sempre più spesso riaffiorano nei nostri pensieri.
Sono quasi sicuro che oggi un Trip girerebbe attorno a questi argomenti, a queste inquietudini, genitrici di altre all'apparenza molto diverse che abbiamo però già vissuto nel nostro passato adolescenziale.

E noi, un po' di questo "senso della vita" lo abbiamo sempre cercato nello stare insieme e, perchè no, in parte anche trovato.
Penso che sia in fondo questo il senso della nostra amicizia, il collante che ci unisce e che ci spinge a ricordare e rivivere le storie del passato.
Il ricordarsi del passato, il Rimember, in qualche modo continua a far vivere quei momenti, quelle sensazioni e quelle persone. E' come se il tempo non fosse passato ed ancora avessimo l'età di allora, con le stesse paure ma anche la stessa gioia di vivere lo stare insieme.
1995_Festa

 

… da JIMMY …

1 comment giugno 9th, 2006

Il Gol

Il Trip è lo "stato di grazia" che nasceva dal fare le cose in gruppo.
Ma non c'erano solo i Trip, avevamo ideato anche il Gol.
Come il bene ed il male, il bianco ed il nero, il paradiso e l'inferno, anche il Trip aveva la sua controparte negativa: il Gol.
In realtà il Gol era una forma di Trip "cattivo", fine a se stesso e con molto poco di nobile o romantico.
Si trattava di isolare un membro del gruppo.
Solo momentaneamente, magari per una serata intera al massimo, ma per chi l'ha subito il Gol non deve essere stata una cosa piacevole. Proprio perchè il gruppo era importante per tutti noi, questa forma di ostracismo assumeva i connotati di una delle peggiori forme di violenza.
In ogni caso, una volta realizzato il Gol, la serata riprendeva normalmente e a suon di "pacche sulla spalla" si faceva ritornare il sorriso alla vittima, se imbufalito non era già tornato a casa. In questo caso, presi dal rimorso, si tentava un recupero disperato presso il parentado.

Il Gol nasceva proprio come il Trip, per "autocombustione spontanea". Non era una cosa premeditata e non c'era una vittima designata. Potrei quasi dire che la vittima si nominasse da sola, inconsciamente certo, ma che da sola creasse la condizione ideale per il Gol. Insicurezza, ansia, un qualsiasi timore da parte di un componente del gruppo, veniva percepito da tutti: come se avessimo un radar. Nessuno diceva nulla a nessuno, ci si guardava semplicemente negli occhi. E quegli sguardi, quei colpi di tosse, la modulazione del tono della voce, benchè fossero del tutto impercettibili, erano piu' che sufficienti a consolidare nella vittima la certezza che da li a poco si sarebbe concretizzato un Gol. E piu' la vittima diventava sospettosa ed attenta, piu' raffinate si facevano le nostre manovre evasive. Ci sono stati casi in cui l'ansia era talmente forte che lasciava il posto ad una forma di panico, ed a quel punto non era raro che la vittima si segnasse addirittura un'Autogol involontario.
Ma l'autogol era rarissimo, in genere il Gol era sudato e richiedeva una dura pratica di lettura del pensiero. Si trattava di concordare all'insaputa della vittima, tutte le strategie di azione ed i ruoli dei partecipanti con la massima precisione ed astuzia. E vi garantisco che non era mai una cosa facile, perchè la vittima, ormai certa di quello che gli stava per accadere, e conscia di ogni nostra tecnica di comunicazione subliminale, cercava di opporre resistenza all'inevitabile compiersi del suo tragico destino.

Di solito, come ultima spiaggia e con un ammirevole colpo di reni, la vittima cercava di svelare la losca tresca, ma con scarsissimi risultati. Piu' lui insisteva nel tentare di farci confessare e piu' raffinata diventata la tecnica elusiva, con il solo risultato di allontanare di qualche ora il raggiungimento della tanto sudata meta. Ma alla fine, quando ormai tranquillizzatosi e certo del fatto che si trattasse solo di un brutto malinteso, quando cominciava ad ostentare lo sguardo furbo di chi ha scampato un brutto pericolo, ecco che arrivava….. Goooooooooooooool!

mondiali1

… da JIMMY …

Add comment giugno 5th, 2006

Il Pupo al Byblos

Nell' estate del Pupo il Byblos era la discoteca più esclusiva della riviera romagnola , non tutti potevano entrare e si entrava solo se si era conosciuti o accompagnati da persone conosciute. Quella sera il Pupo decise di andare al Byblos in ciao, quel ciao verde dipinto a mano preso non so dove che smollò al parcheggiatore con tanto di chiavi dicendo: ( verso del piccione innamorato ).

Abbigliamento del Pupo: Pantaloni bianchi strettissimi che arrivavano al polpaccio (non ho mai capito come facesse a metterseli) , Camicia tipo avaiano quasi completamente slacciata con pelazzi sudatissimi con qualche punta di verde, fontana di sudore dai capelli, orologione a cristalloni liquidi che andava quasi di moda a quei tempi e spadrillas semidistrutte , una con il suo pollicione fuori quasi in cancrena.

All' ingresso c'erano Iorg ed Andreas che lo videro e cercarono di bloccarlo ma il pupo rispose: " Ma io sono il Pupo! ( verso del piccione innamorato )" e lo fecero entrare! Lì diede spettacolo ballando con i suoi movimenti sinuosi .

Da Rigo

Add comment giugno 1st, 2006

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