Posts filed under 'Gli Others'

Terminologia Others : Nomi e Nomignoli

parole others: bollare = cuccare – un bolla = cuccatore – un mè = persona molto sicura di se – trock = amplesso uèè = autoamplesso – venticello = peto –  baicai = rutto – mosch = persona lenta – motorino = super cuccatore . Soprannomi degli Others : Bicio, Badia o anche Jenny Picalof, Bagno, Lele o Tacchino o Bottiglione, Paolino , Candu, Corra, il Duro, Ciollo, Jimmy o Gimmi , Stavros,  Jorz, Formica, Monsgi, Monte, Beppe, Ningia, Pupo, Nico, Pilino o Black, Pilone o Pilo, Gino, Gianca, Guido, Mirco o Motorino o Panettone, Rigo, Seve, Spara, Signo o Elephnt Man, Bologna, Tomma ,Tenta, Tundem, Fabio o Oibaf o Fontina, Laurina o Vannu, Ivan, Tacca, Toto.
Se ho saltato qualcuno aggiungetelo 
Da Vannu

Add comment giugno 20th, 2006

…e tuffati!!!

mare_tuffo_bicio
Oh, non si è mica tuffato. Bicio si era attaccato al pedalò di Mirco (hai visto Mirco cosa facevamo con i tuoi pedalò?) come una zecca assatanata alla giugulare di un cane. Corra ce la metteva tutta e Vannu, che nella foto è quello seduto, ha tentato anche con delle gomitate nella tempia destra, ma niente, non ha mollato.
Io invece ho tentato di persuaderlo con diversi colpi alla trachea, ma niente, e alla fine siamo cascati in acqua tutti e tre, ma Bicio no. A costo di ribaltare il pedalò, non ha ceduto.

Il mare fa parte della nostra vita, con le sue burrasche e le splendide giornate di sole. Noi viviamo al Mare, col sole o con la pioggia, in estate o in inverno. Che ci piaccia o no, per noi il mare è una realtà ineludibile.
mare_spiaggia


Naturalmente abbiamo vissuto anche parecchie notti al mare (che belle feste).
mare_Grecia

Il Mare, con i suoi ritmi e le sue maree, ha in qualche modo condizionato anche le nostre vite. O forse piu' del Mare ha potuto la "stagione".

 Beh, buon mare a tutti… E come dice sempre Rigo, BAGARREEEEE!!!

…da JIMMY…

1 comment giugno 19th, 2006

La Kaimana !

Ricetta: 1/2 Mela , 1/2 Arancia , 1/2 Limone , una manciata di chicchi di caffè , 4 cucchiai da cucina di zucchero e mezzo litro di alchool 90° da coktail ( più leggera : 1/4 litro di alchool + 1/4 litro di acqua ) . Mettete in una pentola e date fuoco finchè non diventa bevibile. Attenzione è micidiale! Il cervello fa crick! Al ritorno dalla montagna Gianca ci invita tutti a casa sua per una mangiata e da ultimo….. La Kaimana! Non ho dei ricordi molto precisi di quella serata! Mi aiutate?  Altra serata con la kaimana è stata a casa di danilo! La laura l' aveva presa per macedonia! Spero di rimediare il video e fare un ' articolo a parte di questa serata! ( rimediato!!) Poi la sera che Alberto conobbe la Kaimana al nettuno di cattolica ( l' ultima volta che la facemmo ) ! Stavo cercando di diminuire il tasso alchoolico facendo bruciare la kaimana in un bicchiere da ponch e da vero sborone leccai la mano e la misi sul bicchiere per spegnere la fiamma! Un ' odore di arrosto…… Mi ritrovai una bolla di forma circolare sul palmo della mano destra ( Le stigmate da Kaimana! ) Ero molto orgoglioso di me! Soprattutto perche il giorno dopo dovevo costruire un plastico per l' Univ. col seghetto! Per ciò che riguarda Alberto …. di! Racconta! Che è bello come ricordo e la dice tutta sulla Kaimana!

1 comment giugno 18th, 2006

Ad Andrea e Gabriele

Innsbruck_bolla
Se potessimo conoscere il nostro destino, come vivremmo i giorni che ci restano?
Faremmo le stesse cose, dedichemmo lo stesso tempo alle solite persone, oppure cambieremmo qualcosa.
Cercheremmo forse di cambiare il nostro avvenire? Lotteremmo forse per allontanare il fatidico giorno, pur sapendo che sarebbe impossibile?
E' da qualche tempo che, di tanto in tanto, questa cosa mi ronza per la testa. Forse è l'età, forse sarà il fatto che piu' passa il tempo e piu' si diventa riflessivi e sensibili a "certi" argomenti?

No, non è questo, è che in realtà non ho mai trovato risposta a quelle domande che mi assillano da molto piu' tempo.
E credo, ormai, che queste siano le domande senza tempo e senza  luogo che tutti prima o poi ci poniamo. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Qual'è il senso della vita?
Sono tutte la stessa domanda, quella che ci portiamo dentro da sempre. Tutti, nessuno escluso, prima o poi riflettiamo sul senso della vita.

Cercheremmo di migliorare la nostra esistenza, oppure dedicheremmo tutto il nostro tempo agli altri? Il massimo dell'egoismo, o la totale dedizioni agli altri?
Lo so che sono domande senza risposta, ma sono le stesse che ci ponevamo anche noi vent'anni fa, e che ancora oggi sempre più spesso riaffiorano nei nostri pensieri.
Sono quasi sicuro che oggi un Trip girerebbe attorno a questi argomenti, a queste inquietudini, genitrici di altre all'apparenza molto diverse che abbiamo però già vissuto nel nostro passato adolescenziale.

E noi, un po' di questo "senso della vita" lo abbiamo sempre cercato nello stare insieme e, perchè no, in parte anche trovato.
Penso che sia in fondo questo il senso della nostra amicizia, il collante che ci unisce e che ci spinge a ricordare e rivivere le storie del passato.
Il ricordarsi del passato, il Rimember, in qualche modo continua a far vivere quei momenti, quelle sensazioni e quelle persone. E' come se il tempo non fosse passato ed ancora avessimo l'età di allora, con le stesse paure ma anche la stessa gioia di vivere lo stare insieme.
1995_Festa

 

… da JIMMY …

1 comment giugno 9th, 2006

Il Gol

Il Trip è lo "stato di grazia" che nasceva dal fare le cose in gruppo.
Ma non c'erano solo i Trip, avevamo ideato anche il Gol.
Come il bene ed il male, il bianco ed il nero, il paradiso e l'inferno, anche il Trip aveva la sua controparte negativa: il Gol.
In realtà il Gol era una forma di Trip "cattivo", fine a se stesso e con molto poco di nobile o romantico.
Si trattava di isolare un membro del gruppo.
Solo momentaneamente, magari per una serata intera al massimo, ma per chi l'ha subito il Gol non deve essere stata una cosa piacevole. Proprio perchè il gruppo era importante per tutti noi, questa forma di ostracismo assumeva i connotati di una delle peggiori forme di violenza.
In ogni caso, una volta realizzato il Gol, la serata riprendeva normalmente e a suon di "pacche sulla spalla" si faceva ritornare il sorriso alla vittima, se imbufalito non era già tornato a casa. In questo caso, presi dal rimorso, si tentava un recupero disperato presso il parentado.

Il Gol nasceva proprio come il Trip, per "autocombustione spontanea". Non era una cosa premeditata e non c'era una vittima designata. Potrei quasi dire che la vittima si nominasse da sola, inconsciamente certo, ma che da sola creasse la condizione ideale per il Gol. Insicurezza, ansia, un qualsiasi timore da parte di un componente del gruppo, veniva percepito da tutti: come se avessimo un radar. Nessuno diceva nulla a nessuno, ci si guardava semplicemente negli occhi. E quegli sguardi, quei colpi di tosse, la modulazione del tono della voce, benchè fossero del tutto impercettibili, erano piu' che sufficienti a consolidare nella vittima la certezza che da li a poco si sarebbe concretizzato un Gol. E piu' la vittima diventava sospettosa ed attenta, piu' raffinate si facevano le nostre manovre evasive. Ci sono stati casi in cui l'ansia era talmente forte che lasciava il posto ad una forma di panico, ed a quel punto non era raro che la vittima si segnasse addirittura un'Autogol involontario.
Ma l'autogol era rarissimo, in genere il Gol era sudato e richiedeva una dura pratica di lettura del pensiero. Si trattava di concordare all'insaputa della vittima, tutte le strategie di azione ed i ruoli dei partecipanti con la massima precisione ed astuzia. E vi garantisco che non era mai una cosa facile, perchè la vittima, ormai certa di quello che gli stava per accadere, e conscia di ogni nostra tecnica di comunicazione subliminale, cercava di opporre resistenza all'inevitabile compiersi del suo tragico destino.

Di solito, come ultima spiaggia e con un ammirevole colpo di reni, la vittima cercava di svelare la losca tresca, ma con scarsissimi risultati. Piu' lui insisteva nel tentare di farci confessare e piu' raffinata diventata la tecnica elusiva, con il solo risultato di allontanare di qualche ora il raggiungimento della tanto sudata meta. Ma alla fine, quando ormai tranquillizzatosi e certo del fatto che si trattasse solo di un brutto malinteso, quando cominciava ad ostentare lo sguardo furbo di chi ha scampato un brutto pericolo, ecco che arrivava….. Goooooooooooooool!

mondiali1

… da JIMMY …

Add comment giugno 5th, 2006

… continua da: la mitica estate 1985

Others-Gruppo

Come dicevo (vedi: La mitica estate 1985), il gruppo è stato importante per tutti noi, ed ancora oggi, anche se la vita, per sua natura, ci ha allontanato fisicamente, il gruppo riveste la sua importanza. Potrei dire che questo blog è il gruppo di allora, "virtuale".
Ma il gruppo non è nulla senza i singoli individui, e la "magia" degli Others stà proprio nelle nostre diversità.
Diversità che a volte hanno portato contrasti (e come tutte le cose adolescenziali, esagerati), ma molto più spesso ci davano modo di riflettere e in qualche modo ci hanno aiutato a crescere.

Siamo cresciuti insieme, in un viaggio che dura da vent'anni. E anche se fisicamente lontani, quello che nacque in quel periodo ci tiene uniti (in un modo o nell'altro) anche oggi.
1985-Insbruck
E di viaggi, anche meno metaforici, ne abbiamo fatti tanti. Diciamo pure che per noi tutto quel periodo è stato un viaggio, come se le cose che ci accadevano, che abbiamo vissuto, fossero viste con l'animo di quando si va in gita con la scuola.
E questa sensazione di "gita" ci accompagnava sempre e ci spingeva nel periodo di fine stagione a viaggiare per il mondo.
Il viaggio di fine stagione (la stagione estiva, che da noi è un qualcosa in grado di cambiare per 5 mesi la vita delle persone e meriterebbe una riflessione a parte) era il raggiungimento di un'obiettivo, la meta agognata. Nel viaggio di fine stagione si realizzava il nostro spirito di "viaggiatori della vita" e si valorizzavano gli sforzi lavorativi estivi che ci avevano portato qualche spicciolo in tasca.

Per noi il concetto di "viaggiare" era così importante che coniammo un termine apposito: il Trip.
Lo so, è un termine già usato, ma per noi assumeva un'accezione nuova, un nuovo significato che nulla ha a che vedere con quello sensattottino.
Il Trip per noi incarnava la metafafora del "viaggio della vita". Il Trip era tale solo se si faceva un qualcosa in compagnia, e nasceva spontaneo, mai pianificato. Tutto cominciava con apparente normalità, con una scampagnata, un "giro" a Gabicce, un pic-nic, un giro in moscone, e poi, quasi per autocombustione, si accendeva la scintilla del Trip.
Non stava tanto in quello che si faceva, ma come lo si faceva, come tutto il gruppo viveva quel determinato momento.
Eh già, perchè il Trip nasceva dalla coscenza di gruppo, e non da una singola persona.

1985-Tendopoli
Di certo non eravamo viaggiatori esperti, ma sapevamo divertirci con poco…. (continua)

…da JIMMY…

2 comments giugno 1st, 2006

Tutto iniziò così: La mitica estate 1985

1985 Tutto iniziò così 1985-Compagnia
Come tutte le cose, anche questa è cominciata per caso.
Ma a differenza di tante altre, che ci scivolano addosso senza lasciare traccia, questa ci si è appiccicata addosso come una seconda pelle, e col tempo, almeno per quanto mi riguarda, ha cominciato a penetrare sempre piu' in profondità.
Stò parlando di un qualcosa che è difficile racchiudere in un solo termine, un qualcosa che ha profondamente segnato le emozioni di quel periodo e che ancora oggi pervade i nostri ricordi e dipinge sui nostri volti un'espressione nostalgica e un pò malinconica ogni volta che se ne parla, ogni volta che si ricorda.
E quei ricordi, per loro natura speciali, sono diventati il "RIMENBER". Ed è proprio quell'espressione, tra il dialettale e l'inglese, a distinguere i ricordi di quel periodo e di quella "cosa" da qualsiasi altro ricordo, conferendogli una dignità tutta sua e sancendo una volta per tutte che quel periodo è esistito, ed in parte esiste ancora. 

Forse, in parte, sarà anche colpa del fatto che "l'Amarcord" deve essere un qualcosa di genetico quà in Romagna, e che il ricordare diventa spesso una sorta di pratica sado-maso dove malinconia e nostalgia si mescolano al piacere di riportare alla mente emozioni già vissute. Godi nel rivivere un bel momento, ed al tempo stesso soffri per il semplice fatto che sia passato.
E così passi la serata, macerandoti nel "RIMEMBER", in uno stato mentale ideale, tra l'ipnosi e la coscienza, dove seguire il filo dei discorsi diventa un duro esercizio per chi è estraneo a quel periodo.

Ma di cosa stò parlando? Qual'è l'oggetto del "RIMEMBER"?
Siamo noi, è il fatto di essersi incontrati nel periodo adolescenziale e di essersi riconosciuti in un gruppo semplicemente perchè ci è sembrata una cosa naturale. Stò parlando di una storia di amicizia, un'amicizia che nasce con estrema naturalezza nel giro di poche settimane, che coinvolge persone profondamente diverse tra loro, di un'amicizia "trasversale".
Sì, proprio di "un'amicizia trasversale". Ecco, finalmente mi è venuta fuori la parola che cercavo. Stò parlando di una storia di amicizia trasversale. E se mai un giorno dovesse uscire il libro di cui parliamo da tempo, potrebbe intolarsi proprio così: "Gli Others: Storia di un'amicizia trasversale".

Ma perchè "trasversale"?
Trasversale perchè ha coinvolto non solo i singoli individui, ma anche gruppi esistenti, compagnie più o meno consolidate che in parte hanno continuato a mantenere una propria vita ed in parte si sono fuse in qualcosa di più grande che ha sviluppato una propria terminologia, un proprio modo di vedere e vivere le cose di tutti i giorni, di pensare.
Trasversale perchè, nel bene e nel male, ha accompagnato i nostri anni passati, ci accompagna ancora oggi e molto probabilmente lo farà anche nel prossimo futuro.
Trasversale perchè è una storia di amicizia nell'amicizia, perchè è una storia che è stata scritta con parole diverse da tante persone, ma anche da tanti gruppi.
Trasversale perchè non è stata vissuta solo a Riccione, ma ha coinvolto anche compagnie di altri paesi, italiani e "stranieri".

Tedeschi, Olandesi, Svedesi, entravano a far parte del nostro gruppo (sì, lo ammetto, erano soprattutto gruppi di donne) ed hanno continuato a farne parte per anni, e scommetto che anche oggi sarebbero felici di rivere con noi un "RIMEMBER".
Clienti di "nostri" alberghi (molti di noi sono albergatori) o zone al mare (alcuni sono bagnini), persone incontrate per la strada o conosciute durante l'attività di "butta dentro" in discoteca, sono entrate inconsapevolmente a far parte della vita degli "Others" (ma per questo ci sarà tempo in seguito).

Visto che parliamo della genesi, tanto vale spiegare meglio anche il nome: Others.
Può sembrare un nome stupido, ma forse lo sono tutti i nomi che si affibiano le compagnie.
Invece Others, come tutti i nomi delle compagnie, ha un suo significato, proprio come "amicizia trasversale".
Nei primi periodi, quando non avevamo ancora un nome (ma ne sentivamo la necessità per definirci meglio), ci si incontrava spesso aprendo il discorso con frasi del genere: "Ciao Rigo, ha visto gli atri?", oppure "Ciao Ciollo, dove sono gli altri?"
A questo punto è chiaro perchè abbiamo deciso di chiamarci Others (Altri in inglese)?
Ma il punto non è questo. Vi rendete conto del perchè? Dell'importanza che ha avuto per noi tutti il gruppo?
Ci si incontrava chiedendo degli "altri". Non di uno in particolare, ma degli "altri"!
Gli Others, spiriti affini…. (continua)

…da JIMMY…

3 comments maggio 31st, 2006

L’ Estate del Pupo

Bè che dire… Il  Pupo non è solo realtà ma è soprattutto Leggenda . Dr Jack e Mr Deniel ? L' agente 00 bubu settete? Il capitano Nemo ? No… Di più Molto di Più!  E' tutto questo assieme e oltre..( Verso del piccione innamorato ) Direttamente campionato dal Pupo al suo tempo.

PS:Penso che Povia debba dare i diritti al Pupo.

Add comment maggio 30th, 2006

I Ricordi di Vannu

Mi ricordo delle tante notti in bianco cercando di bollare al Jimmy e la mattina bisognava stare su alle 7. Andavo al New Jimmy's tutte le sere da Maggio fino a metà Settembre e si lavorava tutte le mattine senza riposo, se lo facessi adesso mi verrebbe un colpo, però quando bollavi eri talmente carico di adrenalina che non sentivi più la stanchezza, erano anni che le straniere erano tantissime e venivano apposta per farsi cuccare, forse abbiamo vissuto gli ultimi anni di un' epoca. Ora le straniere non ci sono più , le discoteche estive sono sparite tutte e la cuccata che si faceva in spiaggia dopo i preliminari in disco sono un lontano ricordo, l' ultima volta che andai 10 anni fa mi rubarono il portafogli, quindi anche il romanticismo delle notti stellate sui lettini è finito. Una volta tutte le compagnie di Riccione dai 16-17 anni fino ai 25-26 avevano dei punti di ritrovo , noi eravamo alla salagiochi sopra il Jimmy e quando passavano i gruppi delle ragazze eravamo come pirati all' arrembaggio e c' era qualcuno soprannominato " Motorino" che gli bastava il cenno del dito e  le ragazze, come in trance, venivano subito da lui, incredibile! Come faceva non lo so, quando lo facevo io mai che venivano! Poi una sera ricordo che andammo a fare il bagno di notte e in lontanaza sentimmo delle voci femminili che anche loro facevano il bagno, a un certo punto Fabio gridò " Son tutte donneeee!" Una cavalcata di 30 others tutti all' attacco! Pensa nonostante eravamo 30, loro erano il doppio, avevamo l' imbarazzo della scelta. Erano anni che era impossibile non cuccare, io quel po di inglese l' ho imparato così parlando con le straniere e soprattutto scrivendo le lettere d' inverno, cosa importantissima perchè l' anno dopo dovevano tornare, e tornavano quasi sempre. Poi c' era il viaggio di Settembre, il mitico Inter-rail, il biglietto del treno che valeva un mese per i giovani fino ai 26 anni, Bellissimo! Siamo andati una volta fino in Svezia a trovare le nostre prede. Una volta a Monaco di Baviera feci una sorpresa ad una tedeschina , Rita era il suo nome, quando suonai al campanello mi aprì suo padre, appena mi vide mi disse: Alo Roberto , Io ci sono rimasto.. Come faceva a sapere che ero io.. Appena entrati in casa Rita come mi vide si mise a piangere , poi andai nella sua camera e la sorpresa fu grande, due pareti tappezzate delle mie foto in gigantografia con quelle fatte al mare , quella che mi gasò di più fu una mia foto vicina a quella di Jame Dean , va bene ero più carino a quei tempi, quanti ricordi…..

Add comment maggio 30th, 2006

Ciao a tutti gli Amici di Riccione!!

Ho deciso di iniziare a scrivere un diario che racconta aneddoti e leggende metropolitane delle tante estati trascorse nella costa romagnola per discoteche. Una piccolo ricordo a cui potrete partecipare anche voi postandomi commenti agli articoli .

Add comment maggio 25th, 2006

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