Archive for giugno 1st, 2006

Il Pupo al Byblos

Nell' estate del Pupo il Byblos era la discoteca più esclusiva della riviera romagnola , non tutti potevano entrare e si entrava solo se si era conosciuti o accompagnati da persone conosciute. Quella sera il Pupo decise di andare al Byblos in ciao, quel ciao verde dipinto a mano preso non so dove che smollò al parcheggiatore con tanto di chiavi dicendo: ( verso del piccione innamorato ).

Abbigliamento del Pupo: Pantaloni bianchi strettissimi che arrivavano al polpaccio (non ho mai capito come facesse a metterseli) , Camicia tipo avaiano quasi completamente slacciata con pelazzi sudatissimi con qualche punta di verde, fontana di sudore dai capelli, orologione a cristalloni liquidi che andava quasi di moda a quei tempi e spadrillas semidistrutte , una con il suo pollicione fuori quasi in cancrena.

All' ingresso c'erano Iorg ed Andreas che lo videro e cercarono di bloccarlo ma il pupo rispose: " Ma io sono il Pupo! ( verso del piccione innamorato )" e lo fecero entrare! Lì diede spettacolo ballando con i suoi movimenti sinuosi .

Da Rigo

Add comment giugno 1st, 2006

… continua da: la mitica estate 1985

Others-Gruppo

Come dicevo (vedi: La mitica estate 1985), il gruppo è stato importante per tutti noi, ed ancora oggi, anche se la vita, per sua natura, ci ha allontanato fisicamente, il gruppo riveste la sua importanza. Potrei dire che questo blog è il gruppo di allora, "virtuale".
Ma il gruppo non è nulla senza i singoli individui, e la "magia" degli Others stà proprio nelle nostre diversità.
Diversità che a volte hanno portato contrasti (e come tutte le cose adolescenziali, esagerati), ma molto più spesso ci davano modo di riflettere e in qualche modo ci hanno aiutato a crescere.

Siamo cresciuti insieme, in un viaggio che dura da vent'anni. E anche se fisicamente lontani, quello che nacque in quel periodo ci tiene uniti (in un modo o nell'altro) anche oggi.
1985-Insbruck
E di viaggi, anche meno metaforici, ne abbiamo fatti tanti. Diciamo pure che per noi tutto quel periodo è stato un viaggio, come se le cose che ci accadevano, che abbiamo vissuto, fossero viste con l'animo di quando si va in gita con la scuola.
E questa sensazione di "gita" ci accompagnava sempre e ci spingeva nel periodo di fine stagione a viaggiare per il mondo.
Il viaggio di fine stagione (la stagione estiva, che da noi è un qualcosa in grado di cambiare per 5 mesi la vita delle persone e meriterebbe una riflessione a parte) era il raggiungimento di un'obiettivo, la meta agognata. Nel viaggio di fine stagione si realizzava il nostro spirito di "viaggiatori della vita" e si valorizzavano gli sforzi lavorativi estivi che ci avevano portato qualche spicciolo in tasca.

Per noi il concetto di "viaggiare" era così importante che coniammo un termine apposito: il Trip.
Lo so, è un termine già usato, ma per noi assumeva un'accezione nuova, un nuovo significato che nulla ha a che vedere con quello sensattottino.
Il Trip per noi incarnava la metafafora del "viaggio della vita". Il Trip era tale solo se si faceva un qualcosa in compagnia, e nasceva spontaneo, mai pianificato. Tutto cominciava con apparente normalità, con una scampagnata, un "giro" a Gabicce, un pic-nic, un giro in moscone, e poi, quasi per autocombustione, si accendeva la scintilla del Trip.
Non stava tanto in quello che si faceva, ma come lo si faceva, come tutto il gruppo viveva quel determinato momento.
Eh già, perchè il Trip nasceva dalla coscenza di gruppo, e non da una singola persona.

1985-Tendopoli
Di certo non eravamo viaggiatori esperti, ma sapevamo divertirci con poco…. (continua)

…da JIMMY…

2 comments giugno 1st, 2006


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